VOUCHER ON STAGE

e-zine 20, Agosto 2005


Il lavoratore dello spettacolo soggiace ad una seria minaccia, quella di vedersi messo da parte o, peggio, sostituito in qualsiasi momento. Se un tempo bastava quello che imparava facendo ad evitare la cristallizzazione delle competenze, oggi invece l'esperienza da sola non gli è più sufficiente per crescere insieme a un lavoro che cambia sempre più rapidamente. Ma, a differenza di altri lavoratori che ricorrono alla formazione per stare nei ritmi del cambiamento, quello dello spettacolo deve fare tutto da solo dal momento che il suo bisogno quasi mai incontra il servizio formativo che si aspetta.
Sono oltre 240.000 i lavoratori dello spettacolo nel suo complesso, presi nella morsa della segregazione formativa. Solo 35.000 sono "strutturali", gli altri (la maggior parte) sono atipici con un lavoro saltuario e precario, connotato da debolezza economica e contributiva.